Un affabulatore
cromatico!
Appena svegliato, con la voglia di un cornetto imbevuto nel cappuccino o, al limite, un maritozzo con la panna, voglia di dolce per quel bisogno immediato di eliminare quel fetido sapore-puzzo di stantio che evapora dalla bocca di un fumatore certificato, mi ritrovo quasi per caso in un piccolo bar alla periferia di Terni, un bar come tanti con annessa la tabaccheria, un luogo frequentato da clienti stanziali, che passerebbe inosservato ad un consumatore distratto e frettoloso. Due locali, uno all’ingresso con il banco bar e i tabacchi e l’altro più interno colmo di opere d’arte che mi introducono in una caotica galleria d’arte, un mondo magico. Questo il contesto in cui mi sono imbattuto nelle opere di Rolando Oddi, un inventa-storie con tanta immaginazione e una non comune dose di follia creativa, un “affabulatore cromatico” capace di trasformare storie vissute in favole per adulti.
L’arte è una cosa piccola, un gioco, serve un oggetto comune destinato alla spazzatura, nel caso di Rolando innumerevoli tappi di bibite, materiali di scarto, che hanno già in sé un significato, riutilizzati come base cromatica, assemblati con cura maniacale, dai quali nascono opere bonariamente ironiche che lasciano spazio al divertimento e alla riflessione nell’osservatore, in quanto evocano spesso soggetti noti al grande pubblico.
La realtà viene così stravolta dalla fantasia, come nelle piccole forchette parlanti di Bruno Munari il quale sottolinea: “Questo delle forchette è un gioco…..’ “ L’esperienza di Rolando può lasciare attoniti, come la famosa provocazione della fontana orinatoio di Duchamp o la Barbie icona pop di Andy Warhol, o ancora i famosi mattoncini di Nathan Sawaya. Nelle opere di Rolando il gioco rappresenta un aspetto fondamentale della sua visione estetica l’opacità del reale che presuppone uno spropositato utilizzo funzionale dei tappi di bibite, per mezzo del gioco lascia spazio ad una fantastica enfatica dimensione multicolore che non avendo più nulla di industriale riempie di poesia l’oggetto crudo per ricondurlo all’essenza della vita. In un bar di periferia per un momento sono riuscito a volare.
A Rolando Oddi!
Michele Lambo